UN PO' WOODSTOCK, UN PO' PARTYGIENICO

La festa di Cartaigienica prende forma lentamente, più o meno intorno alle 22 di giovedì 13 marzo.
Un banchetto compare come per magia, carico di prodotti e riviste, ma soprattutto fa bella mostra di sé l'ultimo numero di CartaigienicaMAG, semplicemente SUGOSO!
I nostri baldi giovini, tra una birra ed un cocktail, una patatina e uno spumantino, possono finalmente farsi conoscere in modo tridimensionale, in tutto il loro splendore technicolor... non più filtrati da monitor e tastiera.
Oddio, vendere si vende poco (per usare un eufemismo), ma la soddisfazione è grande.

La "mostriciattola" degli autori di Cartaigienicaweb è sempre molto gettonata, e come potrebbe non esserlo?
Ogni pannello ospita le opere di un artista diverso, da Corvi a Gioma, da Castle a Busetto, da Parentela aCapatti.
Senza dimenticare Matteo Cavallini ed Elena Mirulla, che -nonostante la distanza che li separa da Torino- vengono a trovarci portandoci alcune loro tavole originali.
Al solito, la strage di cornici di vetro è assicurata, si fa presto a dire di fare attenzione...

Un grosso Fax (the boss) si perplime, mentre controlla il videoproiettore che propone una eloquente presentazione del sito in loop. Il difficile è farlo rimanere allineato con lo schermo...
Sul banchetto trovano posto il fior-fiore delle pubblicazioni indipendenti ed underground in qualche modo legate a Cartaigienicaweb, oltre agli arretrati del nostro magazine e lo stupendo ultimo numero che andiamo a presentare, ci sono gli albi di Ulisse by Gioma, alcune copie di Cikuta, le pubblicazioni del Free Comics di Vicenza, ma anche alcuni libri dei nostrani Buio Omega.
Per non parlare di CD e magliette, quelle col rotolo doppio-velo!

Finalmente sul palco si muove qualcosa, e il ginnico Rokko, il nostro presentatore di fiducia (nonché curatore della rubrica Cartacanta della webzine) si fa strada a modo suo, introducendo il primo ospite della serata, il bravo Marcello Capra. Si tratta di un virtuoso chitarrista attivo da quasi trent'anni che ci diletta per una mezz'oretta con la sua infuocata acustica.
Scrosciano applausi sinceri. La musica scorre fluente, sani blues finger style dai nomi evocativi, "Alchimie" che si susseguono riscaldando questa fredda serata marzolina.

Intanto, la maggior parte dei convenuti si accalca di fronte al bar e intorno ai pannelli della mostra, un occhio al banchetto e l'altro al concerto in corso.
Gli alcoolici scorrono a fiumi, mentre qualcuno sfoglia il nuovo magazine offrendoci complimenti e solidarietà per l'iniziativa.
Così trascorre la prima parte di una serata allegra e spensierata.
Intanto arrivano nuove persone, forse hanno letto l'articolo pubblicato sulla Stampa, qualcosa si muove, pare.

Ma è già il momento dei Lisergica. La simpatica cantante Debora si scatena subito in tirate vocali mozzafiato, mentre la band si muove agevolmente dietro di lei, con consumata abilità.
Il pubblico si scalda, si muove a tempo mentre sorseggia l'ennesimo "Southern" liscio, di Jopliniana memoria.
Belle sensazioni, di aver costruito comunque qualcosa di importante e coinvolgente.
Sei pezzi, poi Rokko sale sul palco e rinnova l'invito ad acquistare la rivista, ma sembra un raduno di scozzesi in ristrettezze economiche, alla fine della serata si conteranno un misero mucchietto di copie vendute...

Comunque, è la volta degli Anonimo FTP, venuti appositamente da Milano per sostenere la mitica webzine. Il sound è potente, compatto, la voce di Vince Merlino è convincente.
Il pubblico tuttavia non è troppo presente, forse a causa dei volumi, forse perché la festa si svolge di giovedì... qualcuno comincia a sfollare.
Ma nonostante tutto il concerto va avanti, e gli Anonimo si comportano da veri professionisti, senza perdere neanche un po' del groove iniziale.
Bravi!

Noi della redazione ci lanciamo in argute considerazioni organizzative, ma la frittata è già stata in parte fatta, e mancano ancora due gruppi all'appello. Per non parlare del Djset.
Come sempre, troppa carne sul fuoco.
Chi troppo vuole nulla stringe.
L'erba del vicino... ehm, no, questo non c'entra.

Comunque, il bravo De La Cuerva si adatta, e tra un gruppo e l'altro si cimenta in brevi intermezzi techno-dance, ma il pubblico non reagisce come ci si aspetterebbe.
Mah...

Com'è, come non è, tocca ai geriatrici Oldanimal, che scuotono letteralmente il Fabrik dalle fondamenta, neanche fosse uno sgabuzzino.
Le pareti tremano, mentre il basso distorto di Max pompa violentemente fuori e dentro la pancia dei sopravvissuti che si rifugiano al fondo della sala, aggrovigliati sui divanetti di velluto.
Un po' spaventati.
Qualcuno pomicia selvaggiamente.
Dopo la sfuriata, De La Cuerva gira la sua cosa, ma arriva il momento dell'ultimo gruppo, composto nientepopòdimenoche da 4 redattori Cartaigienichi, e più precisamente Rokketto, Rokkessa, Rokkenry e Rokkardo. Potrebbe essere l'una e mezza quando le prime note elettrorock fuoriescono dai grossi altoparlanti, ma i pochi reduci trovano comunque ancora la forza e la voglia di danzare e di appassionarsi al ritmo dei dEMI project.
E' bello, nonostante tutto, agitarsi sul palco mentre il funky ti scalda viscere e cuore.

Ma... che ora si è fatta..? Azz, è già ora di smontare...
la festa è finita, gli amici se ne vanno. Un ultima birrozza e poi...
Ci stringiamo le mani.
Baci umidi.
Fuori fa freddo e non sono neanche ubriaco.
La prossima volta andrà meglio, già ci sto pensando. Sarà meglio che cominci a organizzare.
Oh si...
Ora comincia la danza di CartaigienicaMAG!
Siamo pronti a scatenarci?!?