BRINGO BOPPICO nasce 40 anni fa, nel reparto d'un ospedale di una città.
Oggi c'è una targa con la seguente iscrizione: "Quivi Bringo vagì i suoi primi aliti. Ancora ce ne ricordiamo. La macchia sul muro rappresenta la craniata con cui l'ostetrico di turno volle esprimere la reazione alla fuoriuscita del discolo alitante." Bringo crebbe prescolarizzato lordandosi diverse volte le candide mutande per via della cacca timida (non usciva mai a casa, ma usciva poi tutta insieme, all'asilo). Scolasticamente Bringo ebbe i migliori maestri. L'uomo ragno, bruce lee, franco franchi e ciccio ingrassia, gli squallor e le barzellette di zia Gelsomina (sorella della zia della mamma di bringo boppico), lo educarono alla dizione e lo erudirono alla erudezza stilistica. Infatti Bringo è noto per l'effervescenza della sua galvanicità, nella sua aulicità risorgimentale, propria della maniera bassofiamminga.
Scartato ai lavori comuni, Bringo proseguì laureatamente fino a diploamarsi narcisisticamente. E fu licenziato dottore senza liquidazione e senza bacio accademico, sono una flebile toccatina allo scafoide. Non lo vollero in clinica allorchè lui, presentatosi col forcipe, intendeva farsi ginecologo olistico. Dovettero spiegargli più volte che non si era laureato in medicina. Bringo si sconfortò e cadde in debringopressione, rivolgendosi presso la migliore equipe di psicolungoanalisti della clinica per mononeuronici. Diciassette anni, undici mesi, venticinque giorni, tredici ore e ventisette minuti occorsero all'equipe di professori per stilare la diagnosi di massima e, si presume, prossimamente dovrebbe partire il regolare corso di terapia, stabilita con frequenza di 23 incontri settimanali, più due seminari intensivi artificiali. Cinque mesi fa, in un raptus mutandis obliquae (insomma cadendo di lato mentre si metteva le mutande), Bringo ebbe l'idea preambolica di farsi scrittore trecentosessantagradista e andò subito a pettinarsi la penna d'oca sul calamaio che teneva in frigo per farlo socializzare con i calamari scongelati. Il successo arriva recentemente con la pubblicazione in camera da letto del suo primo elibro "Preamboli" volume 1. Il pubblico apprezza con applausi, sotto la coltre di coperte cucite all'uncinetto da zia Gelsomina, che nel frattempo è morta per prolasso di emorroidi.